Lecce

Lecce è la città d’arte pugliese per eccellenza, con il suo barocco e la bellezza dei suoi monumenti, motivo per cui è definita la Firenze del Sud.
Lecce
La città si sviluppò notevolmente sotto l’impero romano, arricchendosi di un teatro, di un anfiteatro, di alcuni templi e delle terme. L’Anfiteatro di epoca romana, situato nella centrale piazza Sant’Oronzo, fu costruito in età augustea e conteneva fino a 25.000 spettatori; il Teatro, anch’esso di epoca romana e databile all’età augustea, visitabile e in buone condizioni.
Lecce - Anfiteatro Romano
Nel Medioevo, Lecce fu saccheggiata dal re ostrogoto Totila e rimase sotto il dominio dell’Impero Romano d’Oriente per cinque secoli.
La conquista normanna fece rinascere Lecce, soprattutto come centro commerciale, che diventò capoluogo del Salento. A Lecce i conti normanni stabilirono la loro corte. 
Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli, assumendo sempre maggiore importanza e prestigio nella vita del regno. 
Tra il XVI e il XVII sec. fu minacciata dalle incursioni turche, tanto che, sotto il regno di Carlo V, la città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell’attuale Porta Napoli
Vengono costruite durante il Medioevo e il Rinascimento l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (XII sec.); la Chiesa di Santa Maria d’Aurìo; il Convento degli Olivetani, con il suo particolare chiostro; il Castello di Carlo V, costruito per difendere la città dalle invasioni turche.
Lecce - Castello Carlo V
                                     
Dal XVII sec. la città vide erigersi numerose strutture religiose e civili, trasformandosi in un cantiere a cielo aperto. Il periodo barocco rappresenta il momento di massimo splendore per la città, che si arricchisce velocemente di numerosi edifici religiosi e civili: il Duomo, che venne ricostruito in questo periodo, ma con origini più antiche e che si inserisce in quel capolavoro architettonico e scenografico che è piazza del Duomo; la Basilica di Santa Croce (1549 -1695), monumento simbolo del barocco leccese; la Chiesa di Sant’Irene dei Teatini (1591), che rispecchia a pieno la devozione e il rispetto dei leccesi verso quella che fino al 1656 era la Santa Protettrice della città; il Palazzo dei Celestini, che costituisce un raro esempio di barocco sobrio, raro soprattutto da vedere nella Lecce settecentesca. Sono da vedere, inoltre, i numerosi palazzi del centro storico di Lecce, anche essi chiari esempi di barocco leccese.
Lecce - Piazza Duomo
Lecce - Santa Croce
Lecce - Santa Croce rosone
Nell’Ottocento questa attività edilizia ed artistica continuò, mentre la soppressione degli ordini religiosi, voluta da Napoleone, causò l’impoverimento della vita culturale della città.
La provincia di Lecce, con i suoi quasi cento comuni, fa interamente parte del Salento e rappresenta la parte finale del Tacco d’Italia. Dei suoi cento comuni, alcuni superano di poco i mille abitanti, altri hanno maggior numero di abitanti e importanza notevole per il turismo della regione. Tra questi: Alessano, attivo centro culturale del Capo di Leuca; Castrignano del Capo, che è il comune più a sud della Puglia e comprende la rinomata meta turistica e balneare di Santa Maria di Leuca, dove è possibile visitare la Basilica Santa Maria Finibus Terrae (1720 -1755), costruita per difendersi e resistere dagli attacchi turchi e saraceni; Galatina, uno dei centri più popolosi dell’area meridionale, in cui ammirare uno dei più famosi monumenti dell’arte romanica e gotica in Puglia, la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria (1369 -1391) e la Chiesa di San Paolo (XVIII sec.) conosciuta anche come Cappella delle Tarantate, in quanto, secondo la tradizione, dal pozzo interno alla Chiesa, sgorgava dell’acqua che aveva il potere di guarire i Tarantolati; Gallipoli, divisa in due parti: il Borgo e il Centro Storico, che ospita la Concattedrale di Sant’Agata (XVIII sec.), costruzione barocca, il Castello Aragonese (XIII sec.); Melpignano, centro della enclave linguistica della Grecìa Salentina, che ospita il concerto finale del Festival della Notte della Taranta; Nardò, importante centro della provincia, che ospita la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, del 1088, che sorge sul luogo dove nel VII secolo alcuni monaci orientali costruirono un tempio, la Chiesa di Santa Maria della Purità, con la facciata di ispirazione borrominiana; Santa Cesarea Terme, con le stazioni balneari e termali che danno il nome al centro urbano. 

Galatina - Basilica S. Caterina d'Alessandria
Galatina - Pozzo di S. Paolo
Santa Maria di Leuca - Santuario
E, infine, Otranto, il comune più orientale d’Italia, con la sua storia che parte dai messapi, passando dai romani ai bizantini fino ad arrivare agli aragonesi e al regno delle Due Sicilie. Nella sua Cattedrale, nel 1095, vennero benedetti dodicimila Crociati che partivano per la Terra Santa.


Otranto
Nel 1219, la città accolse con tutti gli onori, San Francesco d’Assisi di ritorno dalla Terra Santa. La storia di Otranto è legata anche agli attacchi saraceni. Il 28 luglio 1480, un’armata turca proveniente da Valona, si presentò sotto le mura di Otranto. La città resistette agli attacchi, pur essendo in inferiorità numerica. L’11 agosto, i Turchi, guidati da Acmet Pashà, sfondarono le resistenze e espugnarono la città e il Castello. I superstiti si rifugiarono nella Cattedrale a pregare con l’Arcivescovo Stefano Agricoli. A loro, Acmet Pashà ordinò di rinnegare la fede cristiana, ricevendo un netto rifiuto, che lo spinse ad assaltare la Cattedrale, per spregio utilizzata come stalla, e a catturare ed uccidere i superstiti.

Otranto - Cattedrale
Il 14 agosto il Turco fece legare le persone ancora vive e le fece trascinare sul vicino colle della Minerva, facendo decapitare 800 persone. Il Re di Napoli, Ferdinando I, inviò in soccorso della città le sue truppe, che dopo tredici mesi di assedio riuscirono a vincere le resistenze turche. Nel 1771 Clemente XIV dichiarò Beati gli 800 trucidati dai Turchi. Da quel momento furono elevati a protettori della città di Otranto. Durante l’occupazione i Turchi distrussero anche il monastero di San Nicola di Casole, poco distante dalla città, dove i monaci basiliani avevano costruito la più vasta biblioteca d’Occidente. Otranto è tutta da vedere. La Cattedrale (1088) venne edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano. Notevole è il pavimento a mosaico, eseguito tra il 1163 e il 1166 da un gruppo di artisti capeggiati dal monaco Pantaleone e che resistette all’invasione turca del 1480. Nella navata destra, in sette grandi armadi a muro, presenti nell’abside, si conservano le ossa dei Beati Martiri di Otranto e nel retro dell’altare è visibile la pietra usata dai Turchi per il martirio. Le Mura, nel corso dei secoli, hanno subito innumerevoli cambiamenti. Il circuito attuale ricalca quello edificato dai bizantini e risistemato dai Normanni e da Federico II. Il Castello, edificato tra il 1485 e il 1498, per difendere la città da nuove invasioni turche. L’edificio diede il nome al primo romanzo gotico della storia, il Castello di Otranto, scritto da Horace Walpole nel 1764. 
Otranto - Torrione del Castello
Nelle vicinanze della città, bisogna visitare la Grotta dei Cervi a Porto Badisco, che secondo la leggenda sarebbe la prima costa adriatica toccata da Enea. Nella grotta vissero 4 millenni fa i primi abitanti della zona e ancora oggi sono visibili le pitture rupestri, che rappresentano scene di caccia e argomenti mitologici e sacri.